Ero al Wordcamp 2009, per assistere alla tavola rotonda fra giornalisti e bloggers.

C’era già stata un’anteprima su Friendfeed (vedi minimarketing).

Ad un certo punto Marcello Foa (La Stampa), che fino a quel momento diceva cose intelligenti e condivisibili, ha tirato fuori l’argomento delle statistiche: “cosa parliamo a fare di contenuti tanto poi le pagine più cliccate sono quelle del grande fratello/noemi/veline”.

E’ la variante del più comune “il pubblico vuole merda, diamogli merda”.

Non ho fatto in tempo a intervenire perché lo spazio per le domande era poco e le domande molte. Al posto mio è intervenuto un ragazzo che ha spiegato che se muore Il Foglio (5mila copie la tiratura) ci saranno persone disperate che non potranno sopravvivere. Altro mal non venga, ho pensato.

Mi sarebbe piaciuto ribattere dicendo che

  • ci clicchiamo, ma non vuol dire che ci piace
  • “gli uomini si assomigliano molto nelle loro emozioni primordiali, e si differenziano molto nei loro interessi culturali. Chi è costretto a fare grandi numeri, gli basta essere volgare” (Foster Wallace citato da Gaspar Torriero qui)

Ma non ascoltavano Gaspar Torriero seduto sul palco insieme a loro, figuriamoci se avrebbero ascoltato me.