Quest’anno per la prima volta ho l’onore di partecipare al Post Sotto l’Albero, la tradizionale raccolta di post a tema più o meno natalizio che dal 2003 viene prodotta da Sir Squonk.

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MILANA

La Cena aziendale di Natale più brutta dell’universo l’avevamo fatta noi.

La nostra ditta produce cartelli stradali. Nel 2010 fra GPS, realtà aumentata e gente che “non è importante la destinazione ma il viaggio” abbiamo avuto crisi, cassa integrazione, fusione con la concorrenza e alla fine ci si era dimenticati di prenotare per tempo.  Ristoranti già tutti presi, l’unico buco libero risulta essere una mensa nel  seminterrato di un albergo della Stazione Centrale di Milano.

Il 12 Dicembre.

A pranzo.

 

Eravamo arrivati assieme io e lo stagista nuovo, che viene in giro con me a far le vendite. E’ giovane, arriva dalla provincia e abita da poco a Milano. Io come trainer-on-the-job sono duro ma giusto. Gli stagisti devono imparare come si lavora.

([Tavolino di autogrill, interno giorno] “Sei un somaro, cosa vai a dire al cliente che può risparmiare con il modello più piccolo! Te col cliente devi essere falso. Più sei falso, più vai bene. Hai capito? E adesso guarda come si fa a gonfiare la nota spese.”)

 Sala grande con pavimento in linoleum, tavoli da mensa e luci al neon. Le segretarie avevano già il cellulare in mano, chiamavano i morosi per farsi venire a prendere prima.

Ci sediamo. All’improvviso dalla sala accanto alla nostra arriva un boato di applausi, fischi e brindisi: il cameriere ci spiega che si sta svolgendo un “pranzo di mutuo”.

Lo stagista mi fa: “Ma non ho capito, qui a Milano festeggiate il mutuo?”

E io: “Vieni che andiamo di là, ti faccio vedere. Il matrimonio ormai ha fatto il suo tempo. Al giorno d’oggi il vero legame per la vita è il mutuo.”

La coppia mutuataria in mattinata aveva fatto il rogito con erogazione contestuale del finanziamento. I due morosi si presentano dal celebrante, il notaio, accompagnati dal funzionario di banca. Con lui hanno stipulato il Mutuo Mistico, a tasso fisso per i primi dieci minuti e variabile indicizzato alla ruota di Milano per i quarant’anni successivi.

([Interno giorno, direttore di banca] “Ecco, facciamo risultare che il prezzo della casa é più alto così potete chiedere anche il 120% del valore, almeno avete qualche soldo per le vostre spese, lo dico per voi (sorride viscido). Firmate qui. Firmate qui e qui. Così, bravi (chiude gli occhi). Oh, si.”)

Subito dopo l’atto i due cointestatari avevano ricevuto i parenti, gli amici e il funzionario di banca per il tradizionale Pranzo di Mutuo. Sorridenti stringono mani e ringraziano per le felicitazioni che altri intestatari di mutuo rivolgono loro. Si fanno le foto di rito, si rompe il salvadanaio.

Ogni tanto gli amici intonano un coro di “Ra-teo! Ra-teo! Ra-teo!”:  i due giovani si guardano negli occhi, estraggono il portafogli e pagano al funzionario di banca la quota di interessi maturata nel frattempo. 

Il padre della sposa in silenzio si commuove.

 

Torniamo ai nostri posti. Lo stagista: “Anche a me sarebbe piaciuto fare il mutuo, ma dicevano che non offrivo garanzie. Allora il direttore della filiale del mio paese mi ha presentato un suo amico,  me li ha prestati lui i soldi. Niente carte, solo una stretta di mano. Poi dicono che la gente non si fida. Lo sapevi che centomila euro in pezzi da 500 non sono poi tante banconote? Giuro, ci sono state in un sacchetto del pane. Certo adesso ho un po’ di interessi da pagare. All’inizio pochi, ma stanno aumentando. Infatti avrei bisogno di più soldi. Dici che mi assumono alla fine?”

“Senti giovane, te lo scrivono sul giornale tutte le mattine: l’era del posto fisso è finita. Studiare ormai abbiamo studiato tutti, se non sei te ne prendono un altro. E poi non vai bene, sei preciso, scrupoloso, arrivi presto, fai fare brutta figura agli altri. Mi devi stare sul mediocre… poi quando ci sono gli incentivi vai ‘oltre le aspettative’ con la performance e ti porti a casa il bonus. Hai capito?

Guarda il Giorgio, lui da quando è stato assunto ha fatto 25 anni a galleggiare, come lavoratore è completo: malattie/permessi/aspettative/rubare all’azienda.

Gli han mandato a casa la visita fiscale ma il medico dopo averlo visitato si é messo in mutua anche lui. Si dice sia riuscito a prendere anche un congedo di maternità con tanto di certificato del ginecologo.

Pur di mandarlo via alla fine gli han dato cento milioni, più le competenze di anzianità maturate per legge. Lui si é fatto assumere dalla concorrenza, poi con la crisi c’è stata la fusione e adesso é ancora qui. Quando si é ripresentato in ditta il direttore del personale ha iniziato a bere.”

Dopo il pranzo è iniziata la presentazione dell’Amministratore Delegato, ma tra il font Comic Sans,  i dati di fatturato in caduta libera, la musica dell’altra sala in sottofondo che copriva la sua voce, i camerieri che lo scherzavano… alla fine è tornato al tavolo e si è messo a piangere.