Abiti e monaci

Sempre in tema di turismo, vorrei prendere spunto dal nuovo logo "IT – L’Italia lascia il segno". Lodevole nelle intenzioni, il risultato è un po’ deludente: bruttino nell’estetica, poco evocativo nel complesso (più che la nostra bella penisola, la "i" sembra un barbapapà).

Ma che cosa rende un logo giusto, centrato? Insomma, perchè la melina di Apple è bellissima? Perchè sono bellissimi gli iMac e gli iPod? Forse.

E se vendo servizi, anzichè prodotti, che caratteristiche deve avere il mio logo? Deve evocare i fattori distintivi della mia piccolaimpresa: creatività, affidabilità, prezzi modici, che altro? Deve essere gradevole allo sguardo? Deve far capire di che cosa mi occupo?

Prendiamo Google. Il brand (che coincide con il logo) è diventato il prodotto. To google è diventato un verbo che significa "cercare attraverso google". Un esempio stellare …

Rimanendo coi piedi saldamente ancorati al suolo, il logo è comunque e sempre uno strumento di identificazione della piccolaimpresa e dei suoi piccoliprodotti e servizi. Se poi, col tempo, riesce anche a comunicare significati positivi, tanto meglio.

Chi si fosse appassionato al tema in maniera irrefrenabile può consultare il bel libro di Giampaolo Fabris e Laura Minestroni "Valore e valori della marca – Come costruire e gestire una marca di successo".

 

Una modesta proposta

Del portale italia.it se ne sta occupando, bontà sua, ScandaloItaliano, svelando interessanti retroscena.

Chi lavora nel rutilante mondo dell’informatica già sapeva come vanno questo genere di appalti: i tre anni spesi  saranno trascorsi di subappalto in subappalto, in cerca di qualcuno che sapesse effettivamente fare il lavoro.
Alla fine il risultato è notevole, se si pensa che è stato fatto in corsa ("Presto, c’è il BIT!").

Il raggruppamento temporaneo d’impresa (IBM/ITS/Tiscover/Innovazione Italia) non ci fa una bella figura.

E’ che sono depresso. E non mi deprime, si badi bene, il costo dell’operazione (il blog del PI è costato 50 milioni di euro) ma l’ennesima operazione svoltasi sopra le nostre teste, il senso d’impotenza.

E allora dico: facciamolo noi, il portale.

Facciamo noi il raggruppamento temporaneo di persone di buona volontà. Grafici, web designers, appassionati di tecnologia, informatici, bloggers. Persone in grado di rimboccarsi le maniche e dedicare un po’ del loro tempo libero.

Siamo tutti presi da mille impegni, lo so. Ma un progetto di questo tipo ha bisogno di più della semplice manovalanza, ha bisogno della passione. Quella che mettete ogni giorno nel vostro lavoro, non accontentandovi di risultati mediocri e cercando la bellissima sensazione di soddisfazione per quello che si è creato.

Fatemi sapere. 

Vorrei sapere cosa ne pensano Gianluca e Mauro.

PS: Si, è un meme 🙂 

Time is on my side

La puntualità è una paranoia di pochi fanatici o ha un valore intrinseco? Lo strumentario dell’educazione civica, se esiste, la include o no?

Secondo me si. La puntualità è sinonimo di buona educazione, di attenzione e rispetto per gli altri. E questo è l’aspetto civico.

In campo professionale, poi, la puntualità è elemento qualificante: rispettare le scadenze di un gantt, arrivare puntuali agli appuntamenti, essere puntuali nelle riunioni interne con i colleghi non sono dettagli, sono essenza, distillato puro del professionista.

Un lavoro perfetto, consegnato in ritardo, perde una quota significativa della propria perfezione. Una riunione che inizia in ritardo e dura il doppio del tempo previsto è uno spreco di tempo e di energie.

L’eccezione è ammissibile. Il ritardo sistematico no.

Facendo qualche analisi, i ritardatari sistematici possono classificarsi, senza pretesa di esaustività, in due categorie principali: gli arroganti e i superficiali. La prima categoria non merita ulteriori spiegazioni. La seconda si. Ne fanno parte coloro che sono abituati a traccheggiare, a rimandare le decisioni più difficili, a crogiolarsi nella comodità delle cose che piacciono perché si conoscono già. Così facendo, si trovano a dover affrontare gli ostacoli quando ormai è troppo tardi, con le conseguenze note …

Nella vita organizzativa, attenzione quindi ai ritardi sistematici: possono celare superficialità patologiche, molto pericolose, soprattutto laddove si lavora in team.

Web 2.0

E’ un po’ veloce… ma è la miglior sintesi dei concetti che girano in rete oggigiorno, quelli che vanno sotto l’etichetta "Web 2.0".

Perdete questi 5 minuti, ne vale la pena.

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