Mandateli a lavorare

Ieri ero in ferie, e tutte le volte che mi assento cinque minuti succede un disastro.

Stamattina apro il Corriere e leggo questo:

Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, al Meeting di Rimini
dove è intervenuto anche Tremonti, ha precisato che non è ancora deciso
se gli esuberi «verranno ricollocati alle Poste, all’Agenzia delle
entrate o al Catasto».

In effetti la P.A. stava proprio cercando 7mila persone in più, tu vedi la coincidenza.

Le Poste.

Però chiederei: visto che comunque li devo pagare (tasse, ecc), non potrebbero lavorare per me? Non tutti e settemila (ho problemi di spazio) ma due o tre. O anche uno solo.

Come forma di aiuto alle Piccole Imprese, un ex dipendente Alitalia viene a lavorare da te. Magari è gente che sa le lingue, conosce i processi di una grande azienda, ha una rete di contatti.

O magari no, ma qui da spalare ce n’é sempre.

Sentitamente ringrazio.

Dieci anni di privatezza

Come dicevo ricorre il decennale del mio abbonamento ad Internet. Sin da quei tempi gloriosi, quando gli uomini erano uomini e la gente si chiedeva se fosse più corretto scrivere e-mail o email, ricevo quotidianamente messaggi pubblicitari non desiderati.

Alla legittima lamentela, i mittenti hanno via via adattato la risposta allo Zeitgeist:

  • 1998/1999: “Oh, mi scusi, non sapevo. La tolgo dalla mia lista.”
  • 2000/2001: “Oh, mi scusi, non sapevo.”
  • 2002/2003: “Scusi ma non capisco: l’indirizzo è pubblico, è sul suo sito web”.
  • 2004/2005: “Guardi che il suo indirizzo è stato reperito da un elenco pubblico”.
  • 2006/2007: “Il suo indirizzo ci è stato fornito da partner selezionati”.

Per un certo periodo ho dedicato un indirizzo diverso per ogni sito, tipo nome-sito@miodominio.com in modo da tracciare più facilmente chi faceva il furbo.

Salvo scoprire che erano più o meno tutti furbi.

Arriviamo a oggi, dove lo spam termina tutto alla stessa maniera corpo otto grigio chiaro su bianco:

Riceve questa e-mail per il consenso conferitoci – in fase di registrazione – per l’invio di comunicazioni informativo/promozionali.
In qualunque momento potra’ modificare tale consenso nella sezione
Dati Personali>Consenso Privacy.

Propongo di modificare il disclaimer come segue:

Riceve questa e-mail per il consenso conferitoci – in fase di registrazione – per l’invio di comunicazioni informativo/promozionali.
In qualunque momento potra’ modificare tale consenso nella sezione Area Personale>Dati Personali>Consenso Privacy, se il sito funziona. E se il database memorizza l’opzione. E se quello che fa l’estrazione dal database include anche quel dato. E se lo stagista che prepara la lista non fa casino con Excel. E se chi fa il mailing ne tiene conto. E se al marketing non si son detti “mandiamolo a tutti e poi togliamo chi si lamenta”. E se il Direttore Commerciale non ha pensato “massì, cosa vuoi che succeda, in galera tutti non ci stiamo”.

Sentitevi liberi di utilizzarlo, eh.

Dieci anni di connessione

Fra pochi giorni ricorre il decennale del mio abbonamento ad Internet. A costo di sembrare eccessivamente geek mi piace guardarmi indietro e osservare come è cambiato il mondo.

1998

Dismetto l’Amiga 500 e decido di comprare il PC da Vobis. Sono adulto ormai. Scelgo il modello più veloce e costoso, lasciando sul banco tre milioni.  “Chi più spende meno spende,” penso, “altrimenti va a finire che in un paio d’anni diventa vecchio e lo butto via”. 

Windows 95 ci mette una vita ad avviarsi e a spegnersi. Ma leggo sulla stampa specializzata che con Windows 98 le cose miglioreranno.

 Compro anche l’abbonamento a Video On Line, che viene poco dopo acquistata da Telecom. Mi fregio dell’indirizzo @vol.it. Ma non ho nessuno a cui scrivere, per cui passo il tempo sottoscrivendo newsletters.

Tutti pensano che il futuro di Internet sia nei motori di ricerca, chi li controlla ha in mano la rete.

 In ufficio mostro a colleghi strabiliati la possibilità di leggere il Corriere su Internet. Mi guardano come si guarda un pazzo che si
complica la vita per niente.

Ahh… bei tempi. Adesso basta però, devo sistemare il mio PC perché XP ci mette una vita ad avviarsi e a spegnersi. Ma leggo su un sito che con Windows Vista le cose dovrebbero migliorare.