10 indizi che la compagnia aerea con la quale voli è in crisi

  1. Ti imbarchi, dimostrazione delle procedure, allacciate le cinture. Lo steward dice: ci manca il pilota. Tutti giù dall’aereo (questa mi è successa davvero).
  2. Dall’interfono si sente “Signori e signore buongiorno, è il comandante che vi parla – cavoli, ho sempre sognato di dirlo!
  3. Non è consentito imbarcare bagaglio a mano ed è obbligatorio presentarsi a digiuno.
  4. Quando ti alzi nonostante il segnale delle cinture allacciate sia ancora acceso, una assistente di volo si avvicina rimboccandosi le maniche ed esclamando: “Eh no, bello! Hai fatto i conti senza l’hostess”.
  5. Per andare in bagno si paga. Un tanto al chilo.
  6. La dimostrazione delle dotazioni di sicurezza include delle preghiere.
  7. In volo, guardando fuori dal finestrino ti accorgi che le immagini sono a bassa risoluzione.
  8. Quelli che con le palette fanno i segnali all’aereo sono tutti in sciopero, protestano perchè attualmente la loro qualifica ufficiale è “quelli che con le palette fanno i segnali all’aereo”.
  9. Le cappelliere sono state riconvertite a posto passeggero.
  10. All’imbarco sali sul bus navetta, questo parte e prosegue fino all’aereoporto di destinazione.

Due cose sul ParmaWorkCamp

Da un po’ di tempo andavo ripetendomi: “ah, se fossi io un’azienda, sponsorizzerei un barcamp”. Fino a quando tre settimane fa ho pensato: “Ehi, un momento.”

Tre settimane e due giorni dopo, sono qui a fare un bilancio dell’esperienza. Un paio di riflessioni.

Prima riflessione: ho capito molto di più su Web 2.0 e Social Media  in questi due giorni piuttosto che in 5 anni di blogging. Questo perchè li ho visti in azione.

Aziende, se volete toccare con mano oggi la velocità con cui si svolgeranno in futuro le conversazioni non leggete libri, non fatevi fare consulenze: partecipate a un barcamp. La platea è composta da individui in grado di effettuare la disamina collaborativa dei contenuti della tua presentazione nel tempo che va da quando dici “E’ tutto, vi ringrazio” a quando ti risiedi in sala.

Seconda riflessione: l’organizzazione. Chi organizza eventi professionalmente sa che allestire un evento di questo tipo richiede tempi anche piuttosto lunghi e una certa mole di lavoro. Chi non lo fa si immagini una festa di compleanno collettiva con 20 festeggiati e 170 invitati, solo che al posto degli invitati ci sono i blogger.

Se poi pensiamo che gli eventi erano due in uno (conferenza il 20, barcamp il 21), come gli organizzatori siano riusciti a far accadere tutto ciò va oltre la mia comprensione. A Francesca, Davide e tutte le persone impegnate in questo evento vanno (oltre ai ringraziamenti) i miei complimenti.

 

Un piccolo sforzo, su

Quasi ogni settimana c’è un vertice per decidere come “sbloccare i canali del credito”.

Sembra infatti che le banche esitino a far circolare la liquidità che ricevono dalle banche centrali: quando questo accade, le banche centrali rispondono con ulteriori iniezioni di liquidità.

Mia nonna ha obiettato che quando il gabinetto è intasato, tirare ripetutamente lo sciacquone non è una buona idea: si rischia solo di farla venire a galla.

Forte di questa osservazione auspico la creazione di un servizio di social lending tipo Zopa per le aziende.