Dieci anni di privatezza

Come dicevo ricorre il decennale del mio abbonamento ad Internet. Sin da quei tempi gloriosi, quando gli uomini erano uomini e la gente si chiedeva se fosse più corretto scrivere e-mail o email, ricevo quotidianamente messaggi pubblicitari non desiderati.

Alla legittima lamentela, i mittenti hanno via via adattato la risposta allo Zeitgeist:

  • 1998/1999: “Oh, mi scusi, non sapevo. La tolgo dalla mia lista.”
  • 2000/2001: “Oh, mi scusi, non sapevo.”
  • 2002/2003: “Scusi ma non capisco: l’indirizzo è pubblico, è sul suo sito web”.
  • 2004/2005: “Guardi che il suo indirizzo è stato reperito da un elenco pubblico”.
  • 2006/2007: “Il suo indirizzo ci è stato fornito da partner selezionati”.

Per un certo periodo ho dedicato un indirizzo diverso per ogni sito, tipo nome-sito@miodominio.com in modo da tracciare più facilmente chi faceva il furbo.

Salvo scoprire che erano più o meno tutti furbi.

Arriviamo a oggi, dove lo spam termina tutto alla stessa maniera corpo otto grigio chiaro su bianco:

Riceve questa e-mail per il consenso conferitoci – in fase di registrazione – per l’invio di comunicazioni informativo/promozionali.
In qualunque momento potra’ modificare tale consenso nella sezione
Dati Personali>Consenso Privacy.

Propongo di modificare il disclaimer come segue:

Riceve questa e-mail per il consenso conferitoci – in fase di registrazione – per l’invio di comunicazioni informativo/promozionali.
In qualunque momento potra’ modificare tale consenso nella sezione Area Personale>Dati Personali>Consenso Privacy, se il sito funziona. E se il database memorizza l’opzione. E se quello che fa l’estrazione dal database include anche quel dato. E se lo stagista che prepara la lista non fa casino con Excel. E se chi fa il mailing ne tiene conto. E se al marketing non si son detti “mandiamolo a tutti e poi togliamo chi si lamenta”. E se il Direttore Commerciale non ha pensato “massì, cosa vuoi che succeda, in galera tutti non ci stiamo”.

Sentitevi liberi di utilizzarlo, eh.

Un pensiero su “Dieci anni di privatezza”

  1. "E se al marketing non si son detti "mandiamolo a tutti e poi togliamo chi si lamenta". E se il Direttore Commerciale non ha pensato "massì, cosa vuoi che succeda, in galera tutti non ci stiamo"."essu’ ti avevo detto di non dirlo in giro 🙂

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