Businessnovela

Parlando di innovazione si sente spesso dire che in Italia manca la cultura imprenditoriale, mancano i capitali, manca la voglia di rischiare, quel mix di “fattori ambientali” che favorisce la nascita e la crescita di aziende innovative. La frase che chiude queste discussioni è la solita “Google (o Amazon, o Microsoft) non sarebbe mai potuta nascere qui in Italia”.

Questa businessnovela parte da qui: può la prossima Google vedere la luce in Italia? E se invece dei fondatori americani si fossero lanciati nell’impresa due nostri connazionali? Cosa sarebbe successo se Larry Page e Sergey Brin fossero nati nella bassa Lodigiana?

Eccovi l’episodio pilota appena scaricato dai circuiti p2p. Attenzione, è una versione grezza priva di effetti speciali.
 

Episodio 0 – le origini

Sergio Brimbilla e Lorenzo Pagina hanno appena finito l’università laureandosi con il massimo dei voti. E’ il 1996. La loro tesi è incentrata sui motori di ricerca.

(Cortili dell’ateneo, esterno giorno.)

Sergio: “… e secondo me è una buona idea. Fra poco tutti potranno farsi il loro sito web, e ce ne saranno miliardi. Come fai a cercare quello che ti interessa? Con una directory?“

Lorenzo: “Ho capito, certo. Ma la vedo lunga. Ti immagini mia mamma che si collega a Internet, con quello che costa? E poi c’è già Altavista.”

S: “Altavista fa schifo. Devi sempre aprire i risultati uno per uno, pagina dopo pagina, prima di trovare quello che ti serve. Il nostro motore potrebbe dare direttamente il risultato giusto o pochi risultati rilevanti, se l’indicizzazione è fatta correttamente. Anzi, potrebbe avere un pulsante che fa saltare direttamente al primo risultato della ricerca. Qualcosa del genere.”

L: “Si, ma devi essere fortunato.”

S: “Allora la facciamo una start-up o no?”

L: “Servono soldi. E io non ne ho.”

S: “Possiamo sempre cercare finanziamenti. Che so, in banca.”

(Due mesi dopo. Banca, interno giorno, a colloquio col direttore.)

Direttore: “La nostra filiale non finanzia aziende con meno di tre anni di attività.”

S: “Ma siamo una start-up! Come possiamo avere 3 anni di attività?”

Dir: “Ragazzi, ve lo devo proprio dire: abbiamo esaminato a fondo il vostro business plan. Non sta in piedi. Il nostro esperto di nuove tecnologie ha detto che quello dei motori di ricerca ormai è un business maturo, suggerisce di fare un portale invece. Dice che la gente deve necessariamente partire da un portale, potreste vendere la pubblicità.”

L: “E’ sicuro che non ci sia altro modo? Se cambiamo il business plan, magari aggiungendo più consulenza…”

Dir: “Mi dispiace. Siete molto simpatici e mi piacerebbe aiutarvi, ma proprio non posso. Sono solo un direttore di filiale, i finanziamenti vengono decisi a livello centrale.”

(Esterno giorno, al parco cittadino)

S: “E adesso che si fa?”

L: “Pensavo di accettare la proposta di Mini-Soft. Lo stipendio è buono. Fanno gestionali per commercialisti.”

S: “Uao. Elettrizzante.”

L: “E’ pur sempre un lavoro, lo sai che dobbiamo farci un po’ di esperienza, prima.”

S: “Si, a me hanno proposto di fare help-desk. Cominciamo a tirar su due soldi, ma prima o poi…”

(Interno giorno, abitazione)

S: “Su, dai! Io mi sono già licenziato! Ora tocca a te!”

L: “Non mi hai ancora spiegato quale sarebbe il business che hai in mente…”

S: “Ricordi il motore di ricerca? Ho per le mani un grosso cliente che ha bisogno proprio di quello.”

L: “Dai! E cosa ci farebbe?”

S: “Questo è uno che diversi anni fa ha informatizzato la fabbrica. Il capo contabile ha ricevuto un computer ma niente programmi nè formazione perché l’acquisto dell’hardware ha esaurito il budget, Lui poi si trovava bene con la carta, i suoi registri. Gli è stato intimato di arrangiarsi da solo, perciò ha cercato di adattare le sue conoscenze al nuovo mezzo. Risultato: sono dieci anni che tiene la contabilità usando Notepad.”

L: “Mmmh. Ma non è rischioso? Forse dovremmo fare una srl… metti che sbagliamo a indicizzare i dati e ci denuncia!”

S: “Non preoccuparti: ho pensato a tutto, ho anche già registrato un dominio, con il nome del cane, quella razza che piace a te, ricordi? Poi un segugio per un motore di ricerca è azzeccatissimo. E ho anche un logo! (mostra la pagina web).”

L: “Sergio, guarda che non si scrive così.”

“Ah… no?”

 

 

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