Abiti e monaci

Sempre in tema di turismo, vorrei prendere spunto dal nuovo logo "IT – L’Italia lascia il segno". Lodevole nelle intenzioni, il risultato è un po’ deludente: bruttino nell’estetica, poco evocativo nel complesso (più che la nostra bella penisola, la "i" sembra un barbapapà).

Ma che cosa rende un logo giusto, centrato? Insomma, perchè la melina di Apple è bellissima? Perchè sono bellissimi gli iMac e gli iPod? Forse.

E se vendo servizi, anzichè prodotti, che caratteristiche deve avere il mio logo? Deve evocare i fattori distintivi della mia piccolaimpresa: creatività, affidabilità, prezzi modici, che altro? Deve essere gradevole allo sguardo? Deve far capire di che cosa mi occupo?

Prendiamo Google. Il brand (che coincide con il logo) è diventato il prodotto. To google è diventato un verbo che significa "cercare attraverso google". Un esempio stellare …

Rimanendo coi piedi saldamente ancorati al suolo, il logo è comunque e sempre uno strumento di identificazione della piccolaimpresa e dei suoi piccoliprodotti e servizi. Se poi, col tempo, riesce anche a comunicare significati positivi, tanto meglio.

Chi si fosse appassionato al tema in maniera irrefrenabile può consultare il bel libro di Giampaolo Fabris e Laura Minestroni "Valore e valori della marca – Come costruire e gestire una marca di successo".

 

Un pensiero su “Abiti e monaci”

  1. Ma la piccola impresa è conscia di questo? Lavorando a stretto contatto con la PMI noto che spesso e volentieri il logo è un disegnino che bisogna fare perché ce l’hanno tutti…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *