Lettera ad un giovane mai impiegato

Caro Giovane Laureato al primo impiego,

   è il PiccoloImprenditore che ti scrive. Ultimamente abbiamo avuto modo di frequentarci abbastanza spesso: tu alla ricerca di un lavoro interessante e io alla ricerca di un collaboratore di belle speranze.

Ci siamo visti più volte, abbiamo parlato della PiccolaImpresa e delle sue prospettive, abbiamo discusso del trattamento economico, tutto bene. Ma alla fine, al momento di concretizzare, ti facevi pensieroso e perdevi lo slancio iniziale. E ogni volta il tutto si concludeva con "mi interessa, ma sto cercando qualcosa di più sicuro"… e finivi a lavorare in GrandeAzienda, 500 euro al mese con contratto di stage rinnovabile ogni venti minuti. Con la prospettiva dell’assunzione a tempo indeterminato (forse).

Ed ogni volta che ti vedevo correre incontro alla tua assunzione a tempo indeterminato (forse) pensavo di aver sbagliato io, che in effetti l’assunzione ha i suoi vantaggi, che nella vita ci vogliono certezze. Certezze. Di cosa sono fatte le certezze? C’è niente di certo nella vita? A parte la polizza auto in scadenza, intendo (lo chiederò ai costruttori di certezze). Allora mi ritiravo a rimuginare in ufficio, a spremere excel per capire quanto può costare un dipendente, a chiedermi "cos’ha la GrandeAzienda che io non ho?". 

E’ giusto insistere? Ci vorrebbe incoscienza, sentimento. Come tutti i rapporti che non sono fatti per durare, anche questo inizierebbe con troppi dubbi e finirebbe con un misto di sorpresa, dolore, rabbia da una parte e la decisione giusta dall’altra.

Non insisterò.

Un giorno ci incontreremo di nuovo.
Fra un po’ di tempo, indeterminato (forse), ci ritroveremo a discutere.
Scoprirai che alla fine hai bisogno di qualcosa di diverso.
E che alla fine saresti dovuto partire come era Partita Iva.

2 pensieri su “Lettera ad un giovane mai impiegato”

  1. Sarebbe bello poter veramente scegliere. …Dopo aver scelto un piccoloimprenditore come primo lavoro, ho chiamato la GrandeSocietà¡ di Consulenza che mi aveva offerto un posto pagato il 20% in piú, con 20 giorni in piú all’anno di ferie e corsi e conferenze tutte pagate. Gli ho detto, grazie ma preferisco il PiccoloImprenditore… forse mi offre meno in numeri, ma posso crescere con lui.Dopo 3 mesi il PiccoloImprenditore (che aveva dimenticato di comunicarmi – ovviamente – che aveva qualche problema di flussi di cassa) va in fallimento e il mio (primo) lavoro va a quel paese. I primi 3 mesi non mi sono stati ancora pagati (abbiamo un piccolo problema di liquiditá, é un problema se la paghiamo il mese prossimo?).Richiamo la GSdC, e dico che ho cambiato idea… mi prendono.Adesso lavoro dalle 9 alle 9 (in teoria fino alle 5/6, ma se esci prima ti scordi gli avanzamenti di carriera), faccio i corsi pagati che mi mettono a disposizione, 2 settimane di ferie ogni 2/3 mesi e ho già avuto il primo aumento di stipendio.Lo stipendio, quello mi arriva ogni mese … il 27 o qualche giorno prima. Una parte per ora lo uso per ripianare il buco lasciato dall’esperienza col piccolo imprenditore, gli affitti arretrati, il debito che ho nei confronti dei miei genitori che mi hanno aiutato in quel periodo. Ma sopratutto, per creare una piccola base e, nel futuro, riprovare con un’altro piccolo imprenditore o magari provarci io stesso a divenire quel Piccolo Imprenditore.A proposito, PiccoloImprenditore, non ti preoccupare, non mi hai deluso, anzi! É solo che la mia banca e il mio padrone di casa non apprezzerebbero una seconda scivolata (che entrambi chiamano “sbaglio”… poveri ingenui).È solo che ho bisogno di un materasso. Le certezze non servono a me, ma a chi mi sta accanto. E purtroppo, quando si ha poco e nulla – all’inizio – sono queste persone a prendere le decisioni per te. Che peccato…

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